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Anmitsu: un dolce del passato

Progetto Kuishinbo: iniziamo!

Sarà l’anmitsu あんみつ, squisito dolce giapponese che giunge sino a noi dall’era Meiji, ad inaugurare il Progetto Kuishinbo nato dalla collaborazione con Ikiya di Treviso.
Un progetto nato da abbozzi tracciati timidamente forse nei primi bagliori di primavera. Non lo so. Quel forse sfuma i confini del ricordo.

Iridescenze

Ma in fondo, cosa importa?
L’estate era rovente quando il corriere suonò al mio campanello e quando, aprendo la porta, venni investita da un’invadente folata di aria bollente e pesante. Il pianerottolo e tutte le scale erano illuminate da quel sole brillante del primo pomeriggio, con quei raggi puri e chiari che ci ricordano la limpidezza con cui i nostri occhi bambini scoprivano il mondo.

Ricordate quel sole? Lo ricordate nella sua iridescenza sembra ombre e senza limiti? 
Era l’infinito. Era l’orizzonte imperscrutabile della baia di Tokyo. Era semplicemente il presente e null’altro.

E anmitsu è il sapore dell’estate. Anmitsu ora è il ricordo dell’estate cristallizzato in una composizione dolce e così esteticamente gradevole alla vista oltre che al palato.

Amabili sapori dal Giappone

Un gradino dopo l’altro e sarei arrivata a quel pacco di cui conoscevo il dolce contenuto. Dalla fragrante dispensa nipponica di Ikiya di Treviso sono giunti, fino a me, in quel bruciante primo pomeriggio d’estate ingredienti che – come strumenti musicali – sanno armoniosamente come fondersi e unirsi fino a formare confortanti sinfonie di sapore.

Farina di riso glutinoso, marmellata di fagioli azuki di Hokkaido, tè matcha freschissimo e dall’inebriante profumo dei campi di Shizuoka...

Ingredienti per anmitsu
Tè matcha

Anmitsu: la macedonia del Sol Levante

Questo delizioso anmitsu è un dolce che potrete preparare senza difficoltà perché versatile e facilmente adattabile. E’ paragonabile ad una macedonia proprio perché è un insieme colorato e goloso di vari ingredienti. La versione che vi propongo è tra le più comuni in Giappone ma le possibilità di variazione sono moltissime a seconda dei propri gusti e degli ingredienti a disposizione.

La flessibilità dell’anmitsu fa di questa ricetta la soluzione ideale per chi volesse provare un dessert giapponese senza ammattire alla ricerca di ingredienti difficilissimi da reperire oppure attrezzi e stampi da veri gastronomi fissati. 

Versatile anmitsu

Anmitsu

Per comporre un buon anmitsu goloso ma che mantenga comunque quel nonsoché di giapponese bisogna ricordarsi di includere almeno una parte degli ingredienti chiave, come ad esempio:

  • una base di gelatina kanten cubettata;
  •  frutta fresca oppure sciroppata o un mix di entrambi;
  •  della marmellata di fagioli azuki;
  • semplici dango (semplici polpettine di farina di riso glutinoso);
  • una spruzzata di kuromitsu;

Alcune varianti, invece, prevedono anche la presenza di gelato, castagne bollite, kinako (farina tostata di soia), biscottini o sottili cialde dolci, panna montata, miele o sciroppo d’acero come sostituti del kuromitsu, ecc.
Potete liberamente fare tutte le sostituzioni che vorrete cercando però di mantenere un paio degli ingredienti chiave che vi ho elencato.

Come procediamo?

Per comporre un buon anmitsu che sia il più giapponese possibile, vedremo insieme come preparare i tre elementi che secondo me ci devono essere: il kanten o gelatina vegetale, i dango o gnocchetti di farina di riso e kuromitsu ossia sciroppo di zucchero di canna grezzo. 
L’altro ingrediente fondamentale è l’anko o marmellata di fagioli azuki ma poiché una preparazione corretta dell’anko richiede tempo, possiamo tranquillamente e senza sensi di colpa optare per una versione già pronta che troverete nei market alimentari asiatici oppure da Ikiya !
Prepareremo questi tre elementi, riuniremo gli altri ingredienti dopodiché non dovremo far altro che comporre il nostro delizioso anmitsu.

Preparazione del kanten

Per preparare il kanten da utilizzare come base per l’anmitsu, vi serviranno pochi istanti e pochissimi ingredienti. Vediamo quali:

  • 500ml di acqua
  • 4g scarsi di agar agar in polvere
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  1. In un pentolino versare l’acqua e il kanten (nome giapponese dell’agar-agar) in polvere. Mescolare bene e portare ad ebollizione a fiamma medio bassa.
  2. Aggiungere lo zucchero, mescolare e lasciare sobbollire per un paio di minuti.
  3. Trasferire il composto in un contenitore quadrato o rettangolare, lasciar raffreddare a temperatura ambiente prima di riporre in frigorifero. Il kanten si solidificherà e potrà poi essere tagliato a cubetti all’occorrenza.

Preparazione dei Dango

Il procedimento per preparare i dango è il medesimo per entrambe le versioni.

Dango bianchi
25g di farina di riso glutinoso
2 cucchiai d’acqua
1 cucchiaino di zucchero

Dango verdi al Matcha
25g di farina di riso glutinoso
2,5g di matcha purissimo
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai d’acqua

Per entrambi gli impasti:
1. unire farina, zucchero (e il matcha per la versione verde). Mescolare bene.
2. Aggiungere l’acqua gradatamente e incorporarla al resto degli ingredienti aiutandosi con una forchetta e poi con le mani;
3. lavorare l’impasto fino ad ottenere una pallina morbida. L’impasto risulterà leggermente friabile quindi maneggiatelo con cura;
4. Tenere entrambe le palline d’impasto (verde e bianco) coperte fino al momento dell’utilizzo;

Preparazione dango

6. Ricavare da entrambi gli impasti tante palline della misura, più o meno, di una nocciola.
7. Schiacciare leggermente ogni pallina con un dito fino a formare una fossetta al centro.
8. Far bollire i dango in acqua e tirarli su non appena questi affioreranno in superficie.
9. Trasferire immediatamente i dango in acqua fredda.

Preparazione del kuromitsu

Vi avevo già parlato di questo delizioso sciroppo che racchiude dentro di sé il sapore di Okinawa. Ecco QUI il post originale.
La ricetta è rapida, economica ed è semplicemente da fare subito perché una delizia di questo tipo non si può non assaggiare. 
Abbiate solo l’accortezza di usare esclusivamente zucchero di canna grezzo Muscovado (o Mascobado, che di si voglia). Non usate, per nessuna ragione al mondo, lo zucchero di canna marroncino comune come sostituto. 

4 cucchiai da minestra di Kokuto o zucchero Muscovado (NON sostituitelo con lo zucchero di canna comune)
4 cucchiaini da caffè di acqua fresca

In un pentolino versare lo zucchero e l’acqua. Mescolare bene. Far cuocere il composto a fiamma bassa e lasciarlo sobbollire per 3 o 4 minuti. Mescolare bene, lasciar raffreddare e trasferire in una contenitore che potrete conservare in frigo.

E Anmitsu sia…!

Ingredienti anmitsu

Ora non ci resta che occuparci della parte più divertente: l’assemblaggio!
Nella foto vedete tutti gli ingredienti che ho utilizzato per assemblare il mio anmitsu. 

In alto ci sono i tre elementi che abbiamo visto come preparare in casa: 

– il kuromitsu
– i dango sia bianchi che verdi
– la gelatina kanten

Inoltre ho usato:

– marmellata di fagioli azuki di Hokkaido
– una banana
– qualche fettina di kiwi
– frutta sciroppata

1. Scegliete una bella scodella.
2. Riempitela con i cubetti di gelatina kanten.
3. Sopra la gelatina sistemate in maniera ordinata gli ingredienti rimanenti/
4. Decorare con una generosa spruzzata del vostro kuromitsu e….

いただきます!Itadakimasu!

Un ringraziamento speciale e sincero alle ragazze di Ikiya per aver scelto di collaborare con me e per la loro generosità. 
Non dimenticate di far loro visita se siete a Treviso e dintorni. Altrimenti potete sempre andarle a trovare virtualmente sul sito www.ikiya.it .

Biancorosso Giappone & Inari

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Kuishinbo: Progetto con Ikiya

Una fragrante amicizia

Kuishinbo: questo il nome del progetto-esperimento che ora lega in una fragrante amicizia Biancorosso Giappone e Ikiya.

Questa parola giapponese, dal suono aggraziato e dolce, significa golosone, ghiottone. Il Kuishinbo è un vero buongustaio ma anche un golosastro.

Ecco, dalla nostra immaginazione nasce questo ghiottone che – mantenendosi non si sa come in equilibrio – come un temerario acrobata percorre avanti e indietro il profumato fil rouge che ci collega. Kuishinbo se ne arriva tutto trafelato, con i baffi di anko sul viso, le mani appiccicaticce di kuromitsu, masticando avidamente una manciata di caramelline al ramune
Dal negozio di Ikiya di Treviso porta pacchetti di cose buone e ingredienti con cui preparare tante di quelle bonta che fanno girare la testa (e brontolare lo stomaco) ad un vero Kuishinbo.
E’ talmente impegnato a mangiucchiare che – ciomp ciomp – a fatica comprendo cosa mi stia dicendo. A questo aggiungiamo il fiatone: povero Kuishinbō si è fatto ben quattro piani di scale a piedi per portare qui nella cucina torinese di Biancorosso Giappone le prelibate provviste del Sol Levante
Sono finalmente riuscita a capire cosa mi stesse dicendo: semplici raccomandazioni su come conservare questo e quello ecc .
Ovviamente ha voluto sapere cosa preparerò ma non gliel’ho detto.

Sarà una sorpresa!

Siete pronti a scoprire quale sarà questa prelibatezza nonché autentica squisitezza da veri ghiottoni?

Kuishinbo, con la smorfia di un bambino a cui e stato detto “è ora di andare a dormire”, dalla tasca ha tirato fuori uno dei tanti umaibo gusto teriyaki, l’ha scartato facendo mille briciole e se n’è andato.

Masticando con una smorfia rassegnata.

Ciomp ciomp.

Allora a presto con la prima ghiottoneria da Kuishinbo!

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