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Kappamaki

Illustrazione di un Kappa かっぱ. Di proprietà di いらすとや

Questo simpatico personaggio verde che vedete nell’illustrazione in alto si chiama Kappa ed è un volto noto della mitologia giapponese, un mondo dell’immaginazione popolato da mostri e creature dalle caratteristiche più disparate.
Il Kappa 河童 (lett. fanciullo del fiume) è una creatura mitologica che, secondo vecchie leggende, vive lungo le sponde di corsi d’acqua.

Sempre secondo questi racconti, il Kappa apparirebbe come un incrocio tra una tartaruga, una scimmia e una rana. Si dice che questi bizzarri fanciulli smeraldini, oltre a portare sul dorso un guscio di tartaruga, emanino un forte odore di pesce!

Il Kappa pare ricavare tutta la sua vitalità dall’acqua, elemento che gli è indispensabile, tanto da portare sempre sul capo un po’ d’acqua appunto.
La mitologia nipponica, a tal proposito, dispensa generosamente consigli su come comportarsi in caso d’incontri ravvicinati con questi curiosi personaggi.
Ad esempio, cosa fare nel caso in cui ci si trovasse davanti ad un Kappa particolarmente polemico? Basterà fargli un rispettoso inchino a cui la verde creatura (pur sempre giapponese!) risponderà a sua volta con un altrettanto inchino. Questo trucchetto servirà a far sì che, inchinandosi ossequiosamente, il Kappa rovesci tutta l’acqua sul capo perdendo così le sue forze e diventando in questo modo innocuo!

Un Kappa con la sua vitale riserva acquatica sul capo! Immagine di Jueshifan.

Carattere dei Kappa

Alcuni studiosi di folklore rintracciano le origini dei Kappa nella mitologia cinese ma altri sostengono siano creature nate dall’immaginazione giapponese.
Sia come sia, chi se ne intende spiega che i Kappa sono contraddistinti da un carattere dispettoso e non sempre così amabile nei confronti degli umani. Possono essere collaborativi ma possono anche trasformarsi in spietate creature molto violente.
Gli studiosi dell’affascinante mondo della mitologia nipponica ci dicono anche che i Kappa sono depositari di un antico sapere medico e sono esageratamente golosi di cetrioli.

Infatti, se guardate meglio la prima illustrazione in alto, vedrete che il nostro caro Kappa ha in mano proprio un profumato cetriolo fresco, pronto da essere divorato!

Kappamaki かっぱ巻き. Illustrazione di いらすとや

Kappamaki

Nella grande famiglia dei sushi troviamo i cosiddetti maki, contraddistinti dalle altre tipologie per l’alga nori che li avvolge. Il termine maki 巻, infatti, deriva dal verbo maku 巻く che significa appunto avvolgere, arrotolare. Dunque, la parola maki indica una sorta di involtino.

Tuttavia, il termine corretto che indica i sushi avvolti nell’alga nori è makizushi (maki + sushi dove quest’ultimo termine subisce una variazione fonetica che trasforma la s in z).

Ebbene, all’interno della famiglia dei makizushi troviamo i kappamaki che, come avrete già intuito, hanno come ripieno cetriolo e non pesce!

I kappamaki sono i makizushi più amati tra i bambini che ancora non hanno sviluppato il gusto per il pesce crudo. Ma sono una deliziosa soluzione anche per chi, per varie ragioni, non consuma pesce.

Vi dirò la verità: non appartengo a nessuna delle due categorie sopracitate eppure amo follemente i kappamaki. Erano uno dei piatti fissi che ordinavo sempre alla locanda Seigetsu, a Zama, nel Kanagawa. A due passi da casa mia.

La mia amata locanda Seigetsu, a Zama, Kanagawa. A due passi da casa mia.

Pochi ingredienti semplici ed economici, un briciolo di pazienza e manualità e il kappamaki è servito!

Lo preparate insieme a me?

Seguitemi. Condividerò con voi una ricetta giapponese molto semplice che ci consentirà di preparare questi prelibati makizushi. La ricetta originale, e che tradurrò per voi, è consultabile qui.

Ricetta dei Kappamaki

Il momento più gratificante: l’assaggio dei miei kappamaki

PREMESSA BREVISSIMA
Per la cottura del riso alla giapponese, con tutto le dosi e il procedimento, vi rimando al mio articolo QUI. Di seguito vi riporto comunque la traduzione della ricetta originale giapponese accompagnata da commenti miei.

Ingredienti per 6 persone:

280g di riso giapponese crudo (comprate quello indicato per sushi)
1 tazza e mezza d’acqua fredda (300ml)
1 pezzo da 5 cm di alga konbu
2 cucchiai e 1/3 di aceto di riso
2 cucchiai di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
1 cetriolo
wasabi q.b. (facoltativo)
3 fogli di alga nori
salsa di soia q.b.

Tutti gli ingredienti pronti

Procedimento

Cottura riso
  1. Per prima cosa, lavare il riso sotto acqua corrente. Risciacquarlo tre o quattro volte dopodiché metterlo a scolare per circa una mezz’ora. Trascorsa la mezz’ora, trasferire il riso in pentola per la cottura. Se avete la cuociriso elettrica usatela seguendo le indicazioni previste per la dose d’acqua. Indicativamente, 280g di riso equivalgono a 3 misurini.
    Se invece usate una pentola normale allora seguite le indicazioni che vi ho riportato nel link più su.
    All’acqua di cottura aggiungere subito l’alga konbu che avrete precedentemente sfregato leggermente con un panno pulito (non lavare mai l’alga!).
Ingredienti per il condimento del riso

2. In una scodella unire l’aceto con lo zucchero e il sale. Se volete potete usare lo zucchero di canna, come ho fatto io. Questo darà un leggerissimo colore al riso ma sarà appena percettibile.

Prepariamo il necessario

3. In attesa che si cuocia il riso, preparare il tavolo con tutto l’occorrente: i fogli di alga nori tagliati a metà, la scodella con il condimento per il riso, una stuoietta di bambù, uno shamoji o paletta per il riso (andrà bene un cucchiaio di legno), un ventaglio per raffreddare il riso cotto.
Servirà anche un vassoio o piatto ampio dove poter raffreddare e condire il riso.

Riso cotto e condito

4. Trasferire il riso cotto su un vassoio o piatto ampio e versarvi sopra il condimento per il riso che avete già preparato. Con la paletta o il cucchiaio di legno mescolate bene ma delicatamente il tutto facendo attenzione a non rompere i chicchi. Nel frattempo, raffreddate il riso facendo aria con un ventaglio.

Quasi fatto!

5. Lavare il cetriolo e tagliarlo a strisce per lungo cercando di eliminare il più possibile i semini.
Posizionate l’alga nori (i cui fogli avrete tagliato a metà) sulla stuoietta di bambù e adagiate un po’ di riso. Stendete il riso avendo cura di lasciare vuoto il margine in alto.
Se lo desiderate, sopra il riso mettere un leggero velo di wasabi e poi adagiarvi sopra una striscia di cetriolo.
ATTENZIONE: Non mettere troppo riso altrimenti sarà difficile arrotolare il makizushi.
Arrotolate il kappamaki cominciando dalla parte rivolta verso di voi.

Kappamaki pronti da affettare

6. Otterrete all’incirca 5 o 6 kappamaki. Con un coltello affilato, tagliate i vostri kappamaki in fette non sottili. Tradizionalmente il kappamaki viene servito in pezzi stretti e alti.

Itadakimasu!

Servite i vostri kappamaki con un po’ di buona salsa di soia di qualità. E attenti ad eventuali kappa che potrebbero aggirarsi nei paraggi e che potrebbero divorarsi tutti i vostri cetrioli della ricetta!

Itadakimasu! いただきます。

Cucina giapponese casalinga: la Poteto Sarada ポテトサラダ

Insalata giapponese di patate

ポテトサラダ L`insalata di patate del Lontano Oriente

Cucina giapponese. Cosa vi viene in mente?

Vediamo se riesco ad indovinare.

Sushi. Sushi. Sushi. Sushi. E ancora sushi, declinato in tutte le sue varianti: nigiri-zushi, temaki, kappamaki e altre ancora.

Anfore di sakè.

Scodelle di riso al vapore. Scodelle laccate contenenti calde zuppe di miso.

Eteree composizioni di tempura.

Tazze di tè verde.

Delicati edamame.

E poi di nuovo sushi. Bacchette. Stuoiette di bambù. Paraventi. Ventagli.

A proposito, sapete come si chiamano quelle barche di bambù cosi` utilizzate qui in Italia come coreografico metodo di presentazione di sushi e sashimi?

Funamori 舟盛り.

La realtà, cari amici e lettori di Biancorosso Giappone, è che la cucina giapponese è un piccolo e gustoso universo di cui ancora si conosce poco qui in Occidente.

Una cucina che sorprende. Delicata. Raffinata. Eppure semplice e che si appella ai gusti autentici degli ingredienti più freschi e di stagione, dribblando abilmente tante spezie o tutto ciò che possa disturbare la nuova armonia di sapori. Il concetto di shun 旬, o stagionalità dei cibi, è davvero un ingrediente cardine nella washoku (questo il nome della cucina tradizionale del Giappone) e un criterio sempre rispettato, laddove possibile.

Chi di voi mi segue e legge da tempo ricorderà che dalla mia vecchia casa (il mio storico blog, per intenderci) ho condiviso tante, tantissime ricette: alcune mi erano state insegnate dalla mia mentore di washoku, Kyoko-san; altre provenivano da appunti presi guardando trasmissioni di cucina sulla NHK; altre erano frutto di mie traduzioni di ricette prese dai più disparati libri di cucina.

Vi ho parlato tanto di washoku negli anni. Tantissimo.

Ma in particolare vi ho parlato tanto di katei-ryoori 家庭料理, ossia la cucina giapponese casalinga.

I sapori della quotidianità. Le rassicuranti delizie che appaiono ogni giorno in tavola, negli obento per la scuola o il lavoro, ai picnic.

I piatti dell’anima.

La cucina della semplicità, della famiglia, della sfida di un budget ristretto con cui nutrire bene però i propri cari. Piatti a volte meno aulici di quelli proposti dalla cucina ufficiale, ma non per questo meno meritevoli di lodi; ricette dove, col tempo, si sono intrufolati ingredienti di origine occidentale (ad esempio la maionese, la salsa di pomodoro, il burro, ecc.)

La cucina, in poche parole, della vita.

Ebbene, io con questo post vorrei inaugurare la sezione “cucina casalinga giapponese” dove, pian piano, proporrò e riproporrò grandi classici della tavola nipponica di tutti i giorni.

Le ricette, come quella che vi presento oggi, hanno le seguenti caratteristiche:

  1. Sono autentiche ricette giapponesi del repertorio casalingo;
  2. Sono di facile realizzazione e non richiedono attrezzi particolari o abilità strabilianti;
  3. Laddove possibile, sono state riadattate per poter essere realizzate qui in Italia facilmente e senza spendere tanto.
  4. Vi permetteranno di portare sulla vostra tavola autentici sapori del Sol Levante.

La ricetta di oggi è la Poteto Sarada ポテトサラダ o insalata di patate, un contorno (o okazu おかず, come si dice in giapponese) molto amato e che spesso compare negli obento, sia casalinghi che acquistati già pronti. Questa versione che vi propongo proviene dal Kanagawa, dove un tempo abitavo.

A primo acchito, forse, vi ricorderà la nostrana insalata russa anche se gli ingredienti qui sono un po’ diversi.

Un’altra differenza sostanziale sta nella quantità di maionese che qui deve essere modesta. Niente oceani di maionese, dunque!

E’ sufficiente una quantità di maionese tale da legare solo gli ingredienti insieme. Miriamo ad ottenere una consistenza tale da permetterci di poter consumare la nostra poteto sarada con le bacchette!

Vediamo insieme gli ingredienti e il procedimento.

Preciso che la poteto sarada, in Giappone, è solitamente servita in piccole quantità ma seguendo porzioni un po’ più italiane direi che, approssimativamente, le dosi che vi darò siano sufficienti per quattro o cinque persone.

Ingredienti per 4 o 5 persone:

2 patate di media grandezza

1 carota

mezzo cetriolo

1 uovo sodo

1 cipolla piccola

maionese* q.b.

sale e pepe q.b.

Una punta di Karashi o senape giapponese (facoltativo)

Ingredienti per la poteto sarada

Ingredienti per la ポテトサラダ poteto sarada.

Procedimento

  1. Lavare le patate e metterle, ancora con la buccia, in un pentolino d’acqua a bollire. Lavare e pulire la carota e metterla a bollire con le patate. I due ortaggi andranno fatti cuocere quel tanto che basta affinché siano morbidi e si possano tagliare a cubetti. Non devono disfarsi, dunque. Io ho tagliato la carota a fettine perché mi sentivo ispirata così.
    Carote affettate.

    Carota affettate finemente.

  1. Lavare il cetriolo, tagliarlo per lungo e – aiutandosi con un cucchiaino – privarlo dei semini. Affettare il cetriolo molto finemente. E’ importante!
  2. Sbucciare la cipolla e affettarla altrettanto finemente.
  3. Disporre su un piattino il cetriolo e la cipolla affettati e cospargerli di sale fino. Lasciarli riposare per alcuni minuti. A contatto col sale, i due ortaggi rilasceranno tanta acqua.
    Cetrioli e cipolle

    Il cetriolo e la cipolla affettati finemente e cosparsi leggermente di sale.

  4. Aiutandovi con le mani, prendete sia il cetriolo che la cipolla e strizzateli bene bene, con un po’ di forza. Mettete da parte.
  5. Una volta cotte, scolare le patate, pelarle e tagliarle a dadini. Stessa cosa con la carota.
  6. Sbucciare l’uovo sodo e tagliuzzarlo grossolanamente.
    Uovo sodo a metà.

    Un uovo sodo pronto a contribuire alla causa della poteto sarada.

  7. In un recipiente unire: le patate e la carota a dadini, il cetriolo e la cipolla strizzati, l’uovo tagliuzzato, il sale, il pepe, la karashi (se la usate), e la maionese. Mescolare bene e con delicatezza. Coprire il recipiente e, se possibile, lasciar riposare in frigorifero per almeno un’oretta.
    Karashi o senape giapponese. Si distingue da quella europea e americana per l'assenza di aceto.

    Karashi o senape giapponese. Si distingue da quella europea e americana per l’assenza di aceto.

  8. Servire fredda, possibilmente in un bel piattino.
Insalata di patate

Insalata di patate giapponese o poteto sarada.

Come con la quasi totalità delle ricette mondiali, credo, anche per la potato sarada esistono varianti. Quella che vi ho presentato io è forse la versione più classica e comune. Un’altra variante altrettanto gettonata prevede anche l’aggiunta di prosciutto. Io personalmente non lo aggiungo.

*Bisognerebbe utilizzare la maionese giapponese (Kewpie) dal sapore diverso dalla maionesi nostrane. Tuttavia, essendo un ingrediente di non facile reperibilità ed essendo questa sezione dedicata a ricette autentiche giapponesi ma di facile ed economica realizzazione in Italia, consiglio di utilizzare una maionese qualunque purché non abbia un sapore di aceto troppo pronunciato.
Consiglio o una maionese casalinga preparata con succo di limone oppure la Delicata Calvè.

Alla prossima ricetta di katei-ryoori!

E come si dice in giapponese prima di mangiare e bere:

Itadakimasu!

いただきます!

Insalata di patate giapponese

Ed ecco pronta la vostra ポテトサラダ poteto sarada o insalata di patate…alla maniera dei giapponesi!

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