A tavola! E’ pronto!

Il periodo Meiji 明治時代, epoca ponte tra fine Ottocento e inizi Novecento, fu per il Giappone momento di indescrivibili stravolgimenti sociali e culturali. Cambiamento monumentali e che ebbero inizio con l’arrivo del Commodoro Perry e delle sue famigerate navi nere kurofune 黒船 a Kurihama, nel 1853. Un arrivo che avrebbe per sempre violato il Giappone.

L’entrata in contatto con la cucina occidentale e i suoi ingredienti percepiti come esotici (si pensi al ruolo che ebbe le carne di manzo in quel periodo con un dibattito ripreso anche e soprattutto dalla letteratura del periodo) divenne fonte infinita d’ispirazione gastronomica. E’ proprio al periodo Meiji che si fa risalire l’origine di molti piatti della cosiddetta cucina yōshoku 洋食 ossia quell’insieme di preparazioni d’ispirazione, appunto, occidentale.
Mi sono occupata molte volte di questa particolare branca della cucina giapponese proponendovi grandissimi suoi classici come ad esempio lo Hayashi-raisu oppure il cliccatissimo Karee-raisu.

La cucina yōshoku non deve scandalizzare nessuno per il suo utilizzo libero di ingredienti a noi familiari. Non si tratta, infatti, di un mero e goffo tentativo d’imitazione dei piatti delle nostre tradizioni ma di un’entità gastronomica a sé stante e figlia del suo tempo e frutto dell’incontro tra Occidente e l’Oriente giapponese. Un Giappone che era conflittualmente diviso tra una crescente curiosità e un pervicace attaccamento alle origini.

E questa cucina assorbiva a modo proprio gli incredibili stravolgimenti del tempo giocando con ingredienti che ai palati giapponesi devono essere parsi come stranissimi ma irresistibili al contempo: il formaggio, la carne rossa, i pomodori, la pasta, ecc.

Omuraisu

Tra i piatti yōshoku più famosi c’è l’omuraisu. La parola è una trascrizione in giapponese di un termine portmanteau: omu sta per omelette e raisu per rice, ovvero riso in inglese. Perché l’omuraisu è, dopotutto, un’omelette ripiena di riso.
E’ un piatto che in Giappone è molto amato dai bambini tanto da essere un elemento fisso sugli okosama-ranchi お子様ランチ ovvero i menù bimbi dei ristoranti.

Realizzare un omuraisu non è difficile e servono pochi ingredienti e che nella versione più comune sono: uova, riso cotto, ketchup, pollo, sale e pepe.

Nei ristoranti in Giappone l’omuraisu viene modellato usando uno stampo particolare, dalla forma ovoidale. Ecco qui il mio:

Omuraisu facilissimo

Infatti solitamente questa deliziosa omelette ha appunto questa forma ovoidale come vedete in questa foto di un mio omuraisu realizzato qualche tempo fa:

Un delizioso omuraisu casalingo!

La versione che vi propongo è un po’ più semplice e non richiede né utensili né ingredienti inconsueti. La ricetta è ovviamente personalizzabile e potrete adattarla in base alle vostre necessità e preferenze.

Un omuraisu semplicissimo!

Ingredienti per un omuraisu:

2 uova
un quarto di cipolla tritata
1 fetta di prosciutto o mortadella (io ho usato un salume di pollo)
1 scodella circa di riso avanzato, possibilmente al pomodoro oppure bianco. Io ho usato un avanzo di risotto al pomodoro*
sale e pepe q.b.

*Questa ricetta è ottima per riutilizzare avanzi di risotto o riso alla giapponese (di cui trovate la mia ricetta QUI). Tuttavia potete certamente preparare del riso appositamente per la ricetta. Se avete del riso bianco allora conditelo con del sugo di pomodoro oppure, se volete avvicinarvi alla ricetta originale, del ketchup.

Iniziamo!
  1. In una padella versare un goccino d’olio e far soffriggere la cipolla con il prosciutto.
  2. Aggiungere il riso e farlo saltare per alcuni minuti.

3. Quando il riso si sarà scaldato bene, rimuoverlo dal fuoco e trasferirlo in una ciotola leggermente inumidita che poi capovolgerete su un piatto. Questo servirà a formare la cupoletta di riso.

4. Sbattere le uova, salare e pepare a piacere.
5. Nello stesso padellino di prima versare le uova sbattute e far cuocere a fiamma dolce l’omelette. Cercate di non bruciarla e di non romperla. Consiglio di non girarla se non siete più che svelti e abili nel fare questa manovra.


6. A cottura ultimata, adagiare delicatamente la frittata sopra la cupola di riso. Guarnire a piacere.

Tradizionalmente si usa il ketchup per guarnire l’omuraisu. Potete divertirvi a fare qualche faccina, perché no?

Il cucchiaio è la posata che solitamente si usa per gustare l’omuraisu ma potete ovviamente usare anche una forchetta! Dopotutto è un piatto d’ispirazione occidentale, no?

Potete insaporire il riso con pezzi di pollo, verdure o tutto ciò che vi suggerisce la fantasia.

E con questo piatto yōshoku molto probabilmente di epoca Meiji, vi do appuntamento al prossimo articolo!