Skip to Content

Profumi di Edo

Fragrante colpo di fulmine

Un inaspettato invito a 江戸 Edo – la Vecchia Tokyo – mi attendeva in una via del centro di Torino. Un minuscolo varco temporale che i miei occhi, spalancandosi per lo stupore, hanno incrociato con emozione.
A passeggio per una trafficata via del centro cittadino di certo non mi aspettavo un richiamo a quel mondo antico sempre nei miei affetti. Eppure era lì.

Nella vetrina di una minuta bottega di oggetti provenienti da varie parti dell’immensa Asia, in un angolino quasi come se non osasse apparire, un biglietto: profumi di Edo, l’antica Tokyo.

Un’invisibile freccia m’indicava la direzione.

Un tuffo al cuore. Era un messaggio per me. L’invito era rivolto a me, ne ero certa!

Un’elegante confezione – che vedevo per la prima volta – ha saputo immediatamente mettere in moto la mia immaginazione.

Il pensiero di quella scatolina di quel viola chiamato – non a caso – 江戸紫 edo-murasaki – ha afferrato la mia mente e l’ha stretta in un tenace abbraccio .

Dovevo andare perché un’altra destinazione – questa volta nel presente – mi attendeva.

Ma sarei ritornata nell’arco di una manciata di ore.

江戸紫 edo-murasaki, il viola molto amato dai cittadini di Edo.

Fragranti fantasticherie

Nippon Kodo, lo storico produttore giapponese di incensi in attività da quattro secoli e mezzo, ha realizzato una linea di miscele preziosissime e con un obiettivo: regalare un viaggio olfattivo indietro nel tempo e ritornare così nel lontano periodo Edo.

Quali erano gli odori dell’epoca?

Con un semplice schiocco delle dita, se solo si potesse, tornerei indietro nel tempo e sceglierei le strade di Edo per curiosare tra le botteghe dei chōnin. Magari, chissà, riuscirei ad assaggiare uno dei piatti tipici dell’epoca, come il ねぎま鍋 negima-nabe (stufato di tonno e cipollotto cotto nelle pentole di coccio). Oppure del sashimi servito con l’aceto, secondo la moda del tempo, e non con la salsa di soia.
Mi perderei ad ammirare le botteghe di pregiati tessuti e di fermacapelli in 江戸鼈甲 edo-bekko, realizzati con carapaci di tartaruga. Sicuramente andrei ad osservare l’incanto degli oggetti di 江戸切子 edo-kiriko, creati in finissimo vetro magistralmente intagliato.
Udirei in lontananza le voci concitate dei cantastorie che, attraverso i burattini abilmente manovrati del Jōruri, narrano di antichissime leggende già remote ai cittadini di Edo.
Da qualche tempio giungerebbero alle mie narici fili d’incenso quali emissari di speranze. Dallo Yoshiwara, invece, risate, canti e forse roventi alterchi.
Dalla dimensione domestica probabilmente arriverebbero i cicalecci delle massaie impegnate nel faticoso lavaggio a mano dei panni da strofinare sulle 洗濯板 sentakuita, le assi di legno per il bucato. Dalle loro case emergerebbe il profumo del riso cotto al vapore nella 竃 kamado, la tradizionale stufa a legna; da quelle stesse abitazioni sgattaiolerebbe anche la fragranza delle melanzane alla griglia col miso e delle vongole stufate nel brodo.

In tutti questi luoghi percepirei la fragranza della quotidianità, dei giorni che si rincorrono uno dietro l’altro, del presente nella sua rasserenante inesorabilità.

Aloeswood

Viaggio nel tempo

L’aloeswood è la preziosa resina protagonista di questo straordinario incenso. Questa pregiata resina viene ricavata dagli alberi di Aquilaria del sudest asiatico e ha un ruolo centrale in moltissime miscele d’incenso giapponese.

Nippon Kodo spiega come la cultura di Edo fosse giocosa ed elegante e fosse il frutto dell’unione tra il raffinato e il comune, tra il grossolano e il signorile. La gente di Edo amava le quattro stagioni, la socialità e viveva con gioia la vita.
Questa serie di incensi è stata realizzata da artigiani esperti a Tokyo con l’obiettivo di ricreare e trasmettere l’atmosfera fragrante di Edo.

Un fine filo di fumo saprà trasportare chi lo percepisce nel mondo raffinato della vecchia Tokyo.

Invito a tornare a Edo

Un’elegantissima scatola di legno di paulownia custodisce sessanta bastoncini di puro incenso di aloeswood, colorati con colori naturali. Al suo interno anche un piccolo porta incenso di metallo la cui forma ci farà pensare alle mattonelle di pietra delle strade di Edo.

La confezione viola, che con garbo avvolge tutta la scatolina di legno, è adornata da un drago in rilievo, dagli eleganti caratteri bianchi 伽羅姫 kyara-hime che ci indicano la presenza della preziosissima resina, uno stemma e parole in oro.

La tonalità tenebrosa del drago sul viola già scuro e le parole in oro mi fanno immediatamente ripensare alle parole di Tanizaki nel suo In’ei raisan quando spiega come la lacca giapponese riveli la propria bellezza solo in una penombra lambita dal chiarore di una candela. Una luce diretta, o peggio ancora se artificiale, involgarirà il tutto facendo svanire il gioco di luci e ombre così vitale perché emerga l’essenza dell’oggetto.

Così ho acceso una candela e ho ammirato questi incensi, nonché porta d’ingresso verso Edo.

La strada verso Edo

Un austero drago sembra fare da guardiano immaginario alla porta del tempo

Il profumo dell’aloeswood si sprigiona immediatamente non appena apro la scatolina. Il suo aroma, inconfondibile, ha la capacità di riportarmi prima nella mia casa nel Kanagawa vicino al mobile dei miei incensi e poi di nuovo sulla strada per Edo…

Candela con fragranza di hinoki

Prelevo molto delicatamente uno dei bastoncini viola e lo avvicino alla fiamma che mi ha permesso di far affiorare la il drago scuro e le parole dorate.

Immediatamente ha inizio il sottile filo di fumo profumato che mi fa quasi vedere un’ornata sala da tè dove alcune donne giocano a 聞香 monkoo, l’antico gioco con cui si ascolta l’incenso per percepirne le caratteristiche più sfuggenti.

Il fragrante filo di fumo

Sono a Edo, nella sua penombra squarciata dal bagliore di una lanterna o dal suono malinconico di un koto.

Sbirciando all’interno della confezione in cartoncino…una sorpresa!

Mi avvicino ad una casetta e vedo due dame impegnate in una danza. Ma poi svaniscono nel buio di quella stanza che divora quell’illusione.

Vorrei che arrivasse a voi da questo schermo un po’ di questo magico profumo

Non serve schioccare le dita. E’ sufficiente chiudere gli occhi bruciando questo incenso per tornare a Edo.

E poi riaprirli per ritrovarsi di nuovo qui, in questi giorni di fine dicembre, in una Torino avvolta nel manto glaciale invernale.

Profumi di Edo


Dadakko-ya: Rievocazioni e foglie di tè

Quel treno era sempre lo stesso e mi cullava con la sua immutata e ritmica sequenza di movimenti e suoni. La strada da attraversare era quella; non c’erano imprevisti. Ci si fermava a questa stazione, poi a quell’altra, e infine a quell’altra ancora.

Era in questa ripetizione che trovavo conforto.

Quando scorgevo le mie risaie che il vento faceva delicatamente ondeggiare come mari di smeraldi ecco che sentivo l’aria di casa.

La mia mente era sempre persa in qualche pensiero, in qualche riflessione, in qualche ricordo ma la parte più conscia (o inconscia?) era sempre vigile e sapeva bene che la vista delle risaie significava casa.

Quella stradina e poi quel ponticello che ospitava un ruscello energico e talvolta minaccioso. Dalle sue sponde, si affacciava impudente una casa abbandonata, chiusa al mondo da chissà quanto tempo e con la cassetta della posta arrugginita e traboccante di volantini ormai ingialliti ed arricciati dal tempo e dalle intemperie.

Erbacce sfrontate sembravano trastullarsi in una spericolata altalena che le vedeva dondolarsi dai piedi della vecchia casa fin sopra la superficie di quell’acqua vibrante e trepidante.

La strada di casa era pregna di profumi che potrebbe descrivervi accuratamente solo il mio ricordo collegato ad un filo al mio cuore. Ma le parole che io scrivo ahimè non potranno mai dare a questi effluvi quella tridimensionalità che vorrei.

La strada era costellata di casette e piccoli giardini, a volte così piccoli da essere sufficientemente grandi da ospitare una lanterna di pietra o qualche vaso di peonie.

E camminando a passo mai accelerato io sentivo il profumo delle case giapponesi che sanno di verdure e salsa di soia; di tatami; di patate dolci; di sapone; di foglie di tè.

La fragranza libera del tè – ne sono certa – era acuita dalla brezza che spesso sbuffava dispettosa in prossimità di quel ruscello. E allora si mescevano i suoni e le note profumate del tè con quelle della brezza e dell’acqua.

Io quella preziosità olfattiva l’ho ritrovata in questo incenso.

Non è un incenso semplicemente al tè verde. È un impasto di legni, resine e vere foglie di puro tè Ito En.

Quaranta bastoncini di intensa rievocazione. E se non dovesse essere una rievocazione per voi, allora sarà certamente un viaggio della mente in un posto che una volta entrato in voi non vi lascia nemmeno chiedendoglielo.

Questo incenso al suo interno contiene anche un piccolo porta-incenso di porcellana verde smaltata.

16 euro + spedizione.

fotoblog6

fotoblog10

Gli effluvi di Dadakko-ya

Dadakko-ya だだっ子屋 è il mio amato angolo giapponese, ritornato a vivere dopo tanto soffrire e mille avvenimenti.

Ogni tanto cercherò di aggiornare la sua vetrina, anche se tutte le novità in tempo reale le trovate principalmente sulla sua pagina dedicata su Facebook.

Dadakko-ya ama gli incensi giapponesi tradizionali ed è per questo che continuerà a proporvene di sempre nuovi.

Cominciamo con questo piccolo gioiello profumato violetto: Rabendaaラベンダー, ossia lavender (lavanda) in giapponese.

fotoblog8

 

Rabendaa ラベンダー è un incenso che fa da tributo alla lavanda e alla sua inconfondibile fragranza nonchè alla poesia che esso evoca in noi.

Ma Rabendaa non è un anonimo incenso qualunque aromatizzato, ma un’ode agli sconfinati campi violetti di cui una giapponesissima interpretazione ritroviamo sulla confezione stessa come preziosa decorazione.

Questo incenso, contenente ben il 97% di olio essenziale purissimo di lavanda, è al contempo molto delicato, quasi come una carezza sul volto.

E come quasi tutti gli incensi giapponesi di alta qualità, anche Rabendaa produce pochissimo fumo tanto da essere ideale anche per chi, pur abitando allo stretto, non vuole rinunciare al piacere dell’incenso.

L’eleganza della lavanda, rivista sapientemente però in chiave giapponese con sprazzi di legno di sandalo, custodita in 50 preziosi bastoncini.

Ogni bastoncino brucia per circa mezz’ora.

Rabendaa è prodotto da Daihatsu di Awaji-shi (Prefettura di Hyogo).

Prezzo: 17 euro + spedizione se acquistato da solo.

Prezzo se acquistato assieme ad altro: 15 euro + spedizione.

mainichi

 

毎日香 Mainichikoh

Potrà apparire quasi sciocco, ma la forza rievocativa che questi incensi possiedono è molto intensa, motivo per cui per me è emozionante descriverveli.

Tutti gli incensi che vi ho mostrato fino adesso sono piccole gemme fragranti che, indubbiamente, vi strapperanno un sorriso di soddisfazione e vi faranno chiudere dolcemente gli occhi dal desiderio di assaporare quelle fragranze.

Ma questo incenso che vi descrivo ora è il mio preferito, il mio prediletto.

 

È lui: 毎日香 Mainichikoh.

Il suo nome si può tradurre con “incenso da tutti giorni” o “incenso quotidiano”.

La quotidianità rivelata dal suo stesso nome e la semplicità della sua confezione sono i due aspetti che mi avevano attratta la prima volta in cui scoprii questo incenso speciale. Sono passati quasi quattro anni da allora, ma la sensazione che provo annusandolo è sempre la stessa.

Mainichikoh è uno degli incensi più popolari in Giappone. È una presenza amica, un volto famigliare e rassicurante.

Con la sua scatola giallo vivo, i kanji neri del suo nome, le nuvolette stilizzate e la dicitura in rosso 白檀の香り biakudan no kaori, ossia la fragranza del legno di sandalo, Mainichikoh è un elemento confortante della vita di tutti i giorni.

Con i suoi bastoncini verdi che sprigionano, già da spenti, una fragranza che racchiude al suo interno una magia.

È dall’era Meiji, dal 1912, che questo incenso viene prodotto e venduto in Giappone. È praticamente un’istituzione.

Circa quattro anni fa, sul mio blog, dedicai uno spazio a Mainichikoh.

Guardate qui:
http://biancorossogiappone.blogspot.it/2009/06/effluvi-dincenso-e-pensieri.html

Se mi limitassi a dirvi che l’ingrediente principe di questo incenso è il legno di sandalo, probabilmente non vi entusiasmerei granché. E non vi potrei certamente biasimare per questo.

La realtà è che il legno di sandalo non è che la porta d’ingresso.

Mainichikoh è un viaggio a ritroso nel tempo, non per forza in un periodo specifico ma semplicemente un passo indietro.

Forse è una finestra sul Giappone del dopoguerra.

Forse ancora è uno sguardo in una vecchia casa tradizionale dove un signore anziano è seduto sul tatami con le gambe incrociate mentre ascolta una trasmissione radiofonica, sfoglia un quotidiano dai kanji nerissimi e spessi e ha al suo fianco un morbido gatto addormentato.

Sul suo chabudai, il suo tavolino basso, una tazza verde di tè fumante.

Fuori la giornata è grigia. Chissà, magari è fine autunno.

Mainichikoh è la fragranza della semplicità, del quotidiano, dell’abitudine, dell’ordine e la pulizia.

Non rievoca sfarzi, lussi, sete pregiate, ceramiche ricercate e nemmeno suggestive scene di vita imperiale.

Mainichikoh è la quintessenza del Giappone quotidiano e del suo rassicurante ritmo.

 

Mainichikoh è prodotto dalla Nippon Kodo di Tokyo.

La scatola contiene ben 300 bastoncini verdi d’impasto puro d’incenso (senza legnetti all’interno), da 135mm di lunghezza.

Ogni bastoncino brucia per circa mezz’ora.

Prezzo: 20 euro + spedizione.

Asanohafotoblog15

Asanoha 麻の葉

Questo che vi presento è un pezzo speciale, ma speciale davvero.

È un porta-incenso tradizionale giapponese, proveniente da una bottega di Sagamihara-shi, la città dove abitavo io.

Immaginate, dunque, con quale quantità del mio cuore arriverà a voi questo prezioso oggetto.

Il termine Asanoha 麻の葉,letteralmente “foglia di canapa”, è il nome dato al tradizionalissimo ed antico decoro che vedete sul porta incenso. Un decoro geometricamente aggraziato che ritrova le sue radici nel Giappone antico, dove addirittura si crede esistesse già nel Periodo Heian!

Asanoha ritrovò enorme popolarità nel mio amato Periodo Edo adornando molti costumi del teatro kabuki.

Tradizionalmente, però, Asanoha è il decoro favorito per gli indumenti dei bambini perchè – proprio come la pianta della canapa cresce sana, dritta, rigogliosa e robusta – lo stesso ci si auspica per il nuovo bimbo o bimba.

Qui, invece, Asanoha impreziosisce questo speciale porta-incenso e che ben si accompagna con tutti gli incensi giapponesi.

Il porta-incensi è composto da due pezzi:

una base quadrata 6cm x 6cm e con un altezza di circa 3cm più la sfera che accoglie delicatamente l’incenso.

I porta-incensi di questa serie sono tutti prodotti in Giappone e hanno, sotto la base quadrata, il marchio del vasaio che li ha creati.

Prezzo: 15 euro + spedizione se acquistato da solo

Prezzo se acquistato assieme ad altro: 12 euro + spedizione

 

fotoblog5

Da Daihatsu della città di Awaji, riceviamo questo incenso particolare sia come confezione che – naturalmente – come fragranza.

Il suo nome è 明星 Myoo-joo e che significa “stella del mattino”.

L’incenso è elegantemente custodito in una doppia confezione: una scatola esterna con all’interno una confezione esagonale che ospita 50 bastoncini molto molto aromatici.

Annuso Myoo-joo e percepisco forte e fiera una nota di liquirizia, accompagnata da una goccia di olio di eucalipto, canfora e legno fragrante di cipresso.

Mi fa ricordare il profumo che emanavano un tempo le vecchie cassepanche, depositarie di preziose biancherie e chissà quali altri tesori.

Myoo-joo si presta bene a qualunque ambiente ed è l’ideale anche per chi non ha familiarità’ con gli incensi giapponesi e vorrebbe, quindi, avvicinarvisi.

La confezione contiene 50 bastoncini che bruciano all’incirca per mezz’ora.

Come tutti gli incensi giapponesi, anche Myoo-joo fa pochissimo fumo, quasi nulla, ed è privo del legnetto all’interno ma è composto da impasto puro, un impasto costituito solo da resine e oli essenziali naturali. Non contengono ingredienti artificiali.

Prodotto, naturalmente, in Giappone.

Prezzo: 14 euro + spedizione se acquistato da solo

Prezzo: 12 euro + spedizione se acquistato assieme ad altro

fotoblog7

 

Kokonoe ここのえ 

Questo incenso ha un nome che non mi stuferei mai di ripetere:

ここのえ Kokonoe.

Kokonoe, tra i vari significati, è il termine utilizzato per indicare il Palazzo Imperiale, la Corte dell’Imperatore.

Con un nome dal sapore così regale, questo incenso in effetti non disattende nessuna aspettativa.

La primadonna di questo fragrante palcoscenico è il narciso (水仙 Suisen in giapponese), un fiore che incanta il Giappone dal Periodo Muromachi, ossia dal 1300 circa.

La nota, molto aggraziata e riservata del narciso, però è adornata dalla presenza del legno di sandalo, un pregiato ingrediente pressochè indispensabile nella preparazione giapponese di miscele d’incenso di rilievo.

Pur essendo Kokonoe prodotto da Baieido, uno dei produttori giapponesi d’incenso più antichi in assoluto e con sede principale a Sakai vicino ad Osaka, i narcisi hanno grande predilezione per l’isola di Awaji, nella prefettura di Hyogo, da cui arrivano alcuni altri specialissimi incensi che offriamo qui su Dadakko-ya!

Di Kokonoe, però, colgo anche una nota quasi mandorlata che lo rende unico e decisamente diverso da tutti gli altri incensi.

La confezione contiene circa 60 bastoncini che bruciano per circa 30 minuti l’uno, regalando ai vostri ambienti una fragranza regale priva di qualunque ingrediente sintetico.

Kokonoe, come tutti gli incensi e gli articoli di Dadakko-ya senza eccezioni, è prodotto in Giappone.

Prezzo: 17 euro

Per ordini e / o informazioni, scrivetemi all’indirizzo biancorossogiappone@yahoo.it

 

 

 

Emozionanti princìpi

akemashite

あけましておめでとうございます。

Akemashite-omedetoo gozaimasu!

E rieccoci agli inizi di un nuovo anno.

Nuovo libro, pagina pulita, propositi positivi, rinnovati entusiasmi.

Insomma, tutto per ricominciare l’ennesima scalata che ci vedrà impegnati da ora fino a dicembre in alti e bassi; in giornale stupende e in altre difficili.

Il mio periodo di vacanza fino adesso è stato abbastanza sereno, a parte qualche viavai movimentato legato a motivi di salute (nulla di grave) che hanno riguardato persone a me care e vicine.

Ma il resto del tempo è passato in maniera alquanto tranquilla.

È bello pensare al primo gennaio, a questo principissimo, come ad un primo gradino, come il primo sentiero da percorrere per scalare la montagna. Al termine della scalata, il premio che ci spetterà, saranno una maggior consapevolezza, saggezza, conoscenza e virtù.

Premi, questi, che non sono quantificabili certamente in denaro.

Verso fine dicembre, in genere, si tirano le somme e si stila mentalmente una sorta di bilancio di quello che è stato.

Ci si auspica sempre che l’anno successivo sia più felice, più facile, più prosperoso. Ma alla fine non sappiamo mai che cosa ci aspetti davvero.

Voltandoci un attimo con lo sguardo al passato, scorgiamo certamente anni che ricordiamo per la loro austerità e pesantezza, mentre altri sono passati velocemente forse proprio perché così pieni di gioie.

Ma ogni anno di vita in sè è un tesoro che non tornerà più. È un tesoro che ci ha fatto dono di saggezza ed esperienza, soprattutto quando la scalata si faceva ardua. È precisamente in quei frangenti che si acquisiscono i doni migliori.

È quasi come se si debba necessariamente soffrire per acquisire profondità e ricchezza di spirito.

Sempre felicità, sempre salute, sempre serenità, sempre tutto bello allora sono cose che umanamente ci auguriamo, ma che forse non dovremmo. Senza il salato non ci sarebbe il dolce; senza il freddo non ci sarebbe il caldo; senza il buio non ci sarebbe la luce.

Ogni volta che mi preparo a scrivere un post e apro la pagina principale di Blogger*, leggo sempre un commento che è lì da mesi e mesi e che non ho mai pubblicato.
(*questo articolo è stato scritto in originale sulla vecchia piattaforma e poi riportato sul nuovo blog)

Parole molto gentile e sentite col cuore, scritte per me da un ragazzo giapponese che silenziosamente – molto silenziosamente – segue Biancorosso Giappone con passione perché, dice, lo aiuta a migliorare il suo italiano.

Questo commento molto sincero e carico di stima per me (e che non merito) è ancora lì da pubblicare poiché il suo autore mi ha espressamente chiesto di non pubblicarlo. Mi ha detto di vergognarsi.

Rispetto la sua richiesta e allora il suo commento è ancora là, sospeso lì a mezz’aria che pur rimanendo in questa posizione incerta, in bilico, mi fa piacere trovare e ritrovare ogni volta.

Il 2013 è stato l`anno di rinascita del mio bazar: Dadakko-ya だだっ子屋.

Una tappa importante nel mio travagliato percorso di ricostruzione interiore.

La mia prima vetrina dell’anno ho scelto di dedicarla ad una mia grande passione: gli incensi (giapponesi, ovviamente).

Proprio ieri, qui nel quartiere dove abito, ho avuto la possibilità di avere una deliziosa conversazione sull’argomento con una signora, proprietaria di un negozio di artigianato tibetano.

La signora, da qualche tempo, ha iniziato a vendere incensi tibetani originali, preparati nei monasteri secondo vecchie ricette, tra cui alcune antichissime formulazioni che pare addirittura provengano dai libri di Milarepa.

Da qualche tempo nutrivo curiosità per questi incensi tibetani, anche se non li conosco affatto. Ne ho acquistato qualche bastoncino per curiosità e di cui vi parlerò in seguito.

La signora, però, mi esprimeva la sua ammirazione per gli incensi giapponesi i quali – a suo parere di persona esperta di artigianato e prodotti tradizionali tibetani e indiani – sono assolutamente i migliori e ineguagliati fino adesso in quanto a delicatezza e raffinatezza.

La gioia nel sentire queste sue parole mi ha regalato un sorriso che mi sono portata dietro, fino a casa!

La mia grande amica, Akiko, mi ha aiutata a procurarmi questi incensi la cui selezione è avvenuta in armonioso tandem.

Se vi interessa qualcosa, mandatemi una mail a biancorossogiappone@yahoo.it
Per gli incensi, utilizzo come metodo di spedizione la posta raccomandata che, per tutta Italia, si aggira sui 5 euro. Se siete a Torino e dintorni, la consegna può avvenire a mano evitando quindi costi aggiuntivi.

Ogni incenso è accompagnato da una mia descrizione il cui scopo è quello di aiutarvi ad immaginare la fragranza.

Ricordate che però gli incensi, proprio come i profumi, sono molto soggettivi e personali e ciò che sentite annusando i bastoncini spenti non sempre coincide con la fragranza che questi sprigionano una volta bruciati.

Numerosi sono i fattori che concorrono a creare un’esperienza olfattiva sempre nuova.

Iniziamo.

Ume

Incenso all’ume

Aprite l’elegante confezione di うめ ume, chiudete gli occhi, avvicinatela al vostro naso e annusatene la fragranza.

Quello che le vostre narici capteranno non sarà un profumo. Vi potrei parlare di profumo se questo fosse un qualunquissimo incensetto facilmente etichettabile col nome di questo o quell’ingrediente.

Ma qui siamo oltre. Siamo davvero in un mondo a parte.

In questo incenso, io colgo l’effluvio di un legno antico di sandalo impregnato di olio di ume e abbracciato da un mazzo di lavanda appena raccolta.

C’è un qualcosa di balsamico nella sua fragranza che mi riporta, con forza, all’interno di un’antichissima ed oscura sala dentro la pagoda di 東時 Tooji, a Kyoto.

Esausta dopo una lunga camminata, mi accomodai su di una panchina di legno che il tempo aveva inesorabilmente consunto.

I miei occhi, abituati alla luminosità del sole di quel pomeriggio, faticavano ad accettare la solenne oscurità di quel posto le cui caratteristiche non riuscivo a mettere a fuoco.

Mi sentivo cieca, ma era una cecità che non mi spaventava perché sapevo essere temporanea e perché mi permetteva di esplorare quel luogo non con la vista, ma con l’olfatto.

Chiusi gli occhi e le mie narici vennero immediatamente accolte da delicatissimi ed eterei fili di un fumo a me invisibile ma il cui aroma arrivò, come una parola d’amore sincera, dritta al cuore.

Quella scia sapeva di tempi che furono, di eleganza solenne e forse vetusta ad un palato disattento. Sapevano di kimono aggraziatamente ben riposti in タンスtansu, vecchie cassettiere dalle maniglie di ottone opaco. Sapevano di armoniose capigliature nere ebano sobriamente raccolte.

Piano piano i miei occhi iniziarono a riacquistare la vista, ma non volevo che questa interrompesse il ricamo d’immagini ed emozioni così amorevolmente eseguito con l’ausilio del mio naso.

Richiusi gli occhi e ritornai a farmi cullare da quella fragranza del tempo.


Incenso Ume di Kousaido, di Kyoto.

Delicata scatolina da 20 g, contenente circa ottanta bastoncini da 7 cm di lunghezza ciascuno.

Ogni bastoncino brucia per circa un quarto d’ora.

Ricordo che gli incensi giapponesi che vi propongo sono tutti 日本製 Nihonsei, prodotti in Giappone, e di qualità. Non contengono ingredienti artificiali, ma sono olii essenziali, resine e spezie.

Ricordo anche che gli incensi giapponesi non contengono bastoncini di legno o di bambù, ma sono composti da impasto puro.

Euro 14 + spedizione.

 

Incenso al loto

Incenso al loto

Hasu è il loto.

Una pianta che, pur nascendo nel fango, ci regala fiori purissimi dove ogni petalo sembra aver una storia da raccontare.

Il loto incarna la limpidezza dell’animo che ritrova il suo fulgore nonostante le ferite e le lordure che a volte hanno costellato il nostro passato.

Forse è per questo che hasu ha una fragranza semplice, senza complicazioni, senza intrecci, senza incroci e senza miscele.

Il suo è l’effluvio dell’innocenza; della risata per un cappello portato via dal vento; del conforto che mani infreddolite ritrovano tenendo stretta una tazza calda di tè; della genuinità ineguagliabile del sorriso divertito di un bambino; del tuffo al cuore che si ha ascoltando, per caso, una vecchia melodia di un nostro giorno felice; del soave sollievo del perdono; di quella gioia pienissima e a trecentosessanta gradi che si ha quando ci si trova esattamente dove si voleva essere.

Hasu sa di fiore. Annusate un fiore all’alba, bagnato dalla rugiada, e in esso ritroverete hasu. Ritroverete l’innocenza.


Incenso Hasu di Kousaido, di Kyoto.

Graziosa scatolina da 20 g, contenente circa ottanta bastoncini da 7 cm di lunghezza ciascuno.

Ogni bastoncino brucia per circa un quarto d’ora.

Euro 14 + spedizione.

 

 

SakuraUsagi

Incenso ai fiori di ciliegio

La primavera è la stagione della rinascita in cui tutto prende una luce nuova e sorprendentemente abbagliante.

Annuso Sakurausagi e mi ritrovo circondata da panni candidi stesi al sole, in un giorno di maggio.

Sono là, affacciata al mio balcone bianco e blu, mentre un sole d’oro illumina la città.

Io sorrido con quella reale contentezza che nasce dal cuore per nessun motivo in particolare, se non forse quello di essere viva e di poter essere proprio lì in quel preciso istante.

I ciliegi in fiore hanno già formato la loro orchestra rosa, intonando le note inconfondibili della sinfonia della pioggia dei petali.

L’aria è già calda e i fragilissimi petali rosa chiaro svolazzano e sembrano raggiungere ogni centimetro quadrato del mondo intorno a me.

Alcuni si posano sulla superficie dell’acqua; altri sui tetti spioventi e lucidi dei templi; altri ancora invece mi si posano sulle mani e sui capelli regalandomi un delicato promemoria dell’inesorabile caducità delle cose terrestri…anche di quella più dolorosamente bella.

Sakurausagi dona alle narici la fragranza dolciastra del fiore di ciliegio equilibrata da una carezza muschiata.


Incenso Sakurausagi di Kousaido, di Kyoto.

Bellissima scatolina da 20 g, contenente circa ottanta bastoncini da 7 cm di lunghezza ciascuno.

Ogni bastoncino brucia per circa un quarto d’ora.

Euro 14 + spedizione.

Ciao! Anche Biancorosso Giappone usa i cookie! Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni?

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi